
Farmaci antiobesità proteggono il cuore nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare. Il loro principio attivo, il semaglutide, quindi non solo aiuta a contrastare il diabete e a perdere peso, ma si rivela un valido strumento per la salute cardiaca.
Recenti studi internazionali dimostrano che questo agonista GLP-1 riduce il rischio di infarto, ictus e mortalità sia nelle persone con diabete di tipo 2, sia in coloro che soffrono di obesità, anche in assenza di glicemia elevata. I risultati, presentati al congresso dell’American College of Cardiology (ACC), confermano l’efficacia di semaglutide nel prevenire eventi cardiovascolari gravi nei pazienti in cui il farmaco è indicato per diabete o obesità.
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Lo studio SOUL conferma l’efficacia del semaglutide nei pazienti diabetici
Lo studio multicentrico SOUL ha coinvolto 9.650 pazienti con diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari o insufficienza renale cronica, trattati con semaglutide orale o placebo per 5 anni. I risultati evidenziano una riduzione del 14% del rischio di infarto, ictus e mortalità per cause cardiache.
Secondo Pasquale Perrone Filardi, presidente della Società Italiana di Cardiologia (SIC), «il semaglutide offre una protezione cardiovascolare indipendente dalla terapia con inibitori SGLT2, migliorando la salute di cuore e vasi e prevenendo l’aterosclerosi». Inoltre, il farmaco si dimostra più efficace di qualsiasi altra terapia orale nella riduzione dell’emoglobina glicata e del peso corporeo, contribuendo a un’importante protezione cardiovascolare.
A seguito di questi risultati, è stata richiesta alla FDA e all’EMA un’estensione dell’indicazione d’uso del semaglutide per la riduzione del rischio cardiovascolare. Ciro Indolfi, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia (FIC), sottolinea che «una persona con diabete su tre ha anche una malattia cardiovascolare, quindi è fondamentale avere terapie in grado di agire su entrambe le condizioni».
Lo studio SCORE: semaglutide dimezza il rischio cardiovascolare nei pazienti con obesità
Anche nei pazienti senza diabete, ma con obesità e malattie cardiovascolari, il semaglutide dimostra un’efficacia significativa. Lo studio SCORE, condotto su 27.963 adulti, ha confrontato gli eventi cardiovascolari tra pazienti trattati con semaglutide 2.4 mg iniettivo e soggetti non trattati. Dopo 7 mesi di follow-up, i risultati mostrano:
- 57% di riduzione del rischio relativo di infarto, ictus e mortalità per tutte le cause;
- 45% di riduzione del rischio includendo ricoveri per scompenso cardiaco o procedure di rivascolarizzazione.
«Questi dati confermano il ruolo di semaglutide come opzione terapeutica per tutti i pazienti ad alto rischio cardiovascolare, indipendentemente dalla presenza di diabete o obesità» conclude Perrone Filardi. Grazie al suo meccanismo d’azione, il farmaco offre un duplice vantaggio: controllo della glicemia e significativa riduzione del peso corporeo, con benefici diretti sulla salute cardiovascolare.
Conclusioni
Semaglutide si conferma una soluzione innovativa per la prevenzione cardiovascolare nei pazienti con diabete di tipo 2 e obesità. Sia nella formulazione orale che iniettiva, il farmaco dimostra di proteggere il cuore e ridurre il rischio di eventi gravi. Con sempre più evidenze a supporto della sua efficacia, il semaglutide si afferma come il gold standard nella gestione del rischio cardiovascolare nei pazienti ad alto rischio.
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