Prevenzione

Cosa mettere nel kit per sopravvivere 72 ore?

Dai farmaci ai cibi liofilizzati, cosa inserire all’interno secondo il piano di resilienza familiare emanato dall’Unione Europea per affrontare crisi e disastri

Il mondo sta affrontando una fase di instabilità tra tensioni geopolitiche, crisi climatiche e rischi crescenti per la sicurezza. In risposta, l’Unione Europea ha lanciato una strategia di preparazione che invita le famiglie a dotarsi di un kit d’emergenza per garantire l’autosufficienza per 72 ore. Questa iniziativa segue l’esempio di Paesi come la Svezia, che nel 2018 ha distribuito istruzioni su come affrontare guerre e disastri, e la Francia, che ha recentemente elaborato un proprio vademecum.

La lezione delle emergenze globali (Covid)

L’obiettivo è promuovere una “resilienza distribuita”, alleggerendo i sistemi pubblici nelle prime fasi di una crisi. Il piano include scorte alimentari e mediche, un “Comitato speciale”, manovre congiunte tra Stati, strategie contro i disastri climatici e una piattaforma digitale per mappare i rifugi. Sostenuto dall’ex presidente finlandese Sauli Niinistö, il progetto nasce dalla lezione della “policrisi” post-pandemia, ossia l’effetto a catena di eventi traumatici su scala globale.

Allarmismo o prevenzione?

L’iniziativa, guidata dalla Commissaria Hadja Lahbib, arriva poco dopo il nuovo appello della Commissione al riarmo europeo, sollevando dibattiti tra chi la vede come buon senso e chi teme un clima di paura. Tuttavia, eventi come la pandemia e la guerra in Ucraina hanno dimostrato l’importanza della preparazione. Più che chiedersi se un kit d’emergenza sia necessario, bisognerebbe domandarsi: “Sarei pronto a sopravvivere 72 ore senza aiuto?”.

I principali pericoli per la salute durante un’emergenza

Una crisi improvvisa può portare a numerosi rischi per la salute. Alcuni dei più gravi includono:

  • Disidratazione: la carenza di acqua potabile può portare a disidratazione severa in poche ore, soprattutto per bambini e anziani.
  • Malnutrizione: l’assenza di cibo nutriente può indebolire il sistema immunitario, aumentando la vulnerabilità a infezioni.
  • Ipotermia o colpi di calore: temperature estreme possono essere pericolose se non si dispone di adeguate protezioni termiche.
  • Infezioni: la mancanza di igiene e di accesso a medicinali può portare alla diffusione di malattie infettive.
  • Problemi respiratori: in caso di attacchi chimici o nucleari, l’inalazione di sostanze tossiche può causare danni irreversibili.
  • Disturbi psicologici: ansia, stress e traumi possono avere conseguenze sulla salute mentale in contesti di crisi prolungata.

Il kit di emergenza raccomandato dall’UE

Tre giorni. Settantadue ore. A tanto dovrebbe bastare il kit d’emergenza delineato. Ecco cosa dovrebbe contenere.

  1. Acqua e alimentazione

  • Almeno 3 litri di acqua a persona al giorno.
  • Cibo a lunga conservazione (cibi in scatola, barrette energetiche, cibi liofilizzati).
  • Apriscatole manuale.
  1. Igiene e salute

  • Kit di primo soccorso con medicinali essenziali (antidolorifici, antipiretici, disinfettanti, cerotti).
  • Farmaci personali con prescrizioni mediche.
  • Salviette disinfettanti, sapone e carta igienica.
  • Mascherine FFP2 per proteggersi da agenti chimici e polveri sottili.
  1. Strumenti e accessori

  • Torcia a batteria o a dinamo.
  • Power bank per ricaricare dispositivi elettronici.
  • Radio portatile a batterie per ricevere comunicazioni ufficiali.
  • Fiammiferi impermeabili e accendino.
  • Coltellino svizzero o utensili multifunzione.
  • Vestiti caldi e coperte termiche.
  • Soldi in contanti (banconote di piccolo taglio).
  • Documenti personali in una busta impermeabile con scritti i numeri di telefono da chiamare in caso di emergenza.
  1. Protezione personale

Nelle nazioni del Nord Europa come Svezia, Norvegia e Finlandia, al momento quelli più a rischio di un possibile conflitto perché hanno come “vicini di casa” la Russia, il kit prevede anche maschere anti gas e compresse con ioduro di potassio per incidenti o attacchi nucleari.

Maschera antigas

Una maschera antigas è un dispositivo di protezione individuale progettato per filtrare l’aria e proteggere il sistema respiratorio da agenti nocivi, tra cui sostanze chimiche, gas tossici, particelle radioattive e agenti biologici.

Quando è utile?

  • Attacchi chimici – In caso di rilascio di gas tossici (come il cloro o il sarin), una maschera con il filtro giusto può prevenire l’inalazione di sostanze letali.
  • Incidenti nucleari – Durante un’esplosione nucleare o un disastro come Chernobyl o Fukushima, le particelle radioattive possono essere disperse nell’aria. Filtri ad alta efficienza possono ridurre l’inalazione di questi materiali.
  • Guerre o attacchi biologici – In caso di uso di agenti biologici (come antrace) o gas lacrimogeni, la maschera protegge le vie respiratorie.

Limitazioni

  • Non protegge contro la mancanza di ossigeno.
  • Ogni filtro ha una durata limitata e deve essere sostituito regolarmente.
  • Se non indossata correttamente, può non sigillare bene e risultare inefficace.

Maschere antigas: come sceglierle

Le maschere antigas sono progettate per proteggere dalle particelle radioattive, agenti chimici e gas tossici. Tuttavia, non tutte sono efficaci contro ogni tipo di minaccia. Per una protezione ottimale, è necessario:

  • Acquistare maschere con filtri specifici per sostanze chimiche o nucleari (es. filtro NBC).
  • Assicurarsi che la maschera sia ben sigillata e in buone condizioni.
  • Avere filtri di ricambio, poiché quelli usati perdono efficacia nel tempo.

Compresse di ioduro di potassio (KI)

Lo ioduro di potassio (KI) è un composto chimico che può essere assunto per proteggere la tiroide in caso di esposizione a iodio radioattivo durante un incidente nucleare. In alcuni Paesi del Nord Europa vengono raccomandate per ridurre l’assorbimento di iodio radioattivo in caso di incidente nucleare.

Perché è importante?

Durante un’esplosione nucleare o un incidente in una centrale, viene rilasciato iodio-131, un isotopo radioattivo che può essere inalato o ingerito con cibo e acqua contaminati. Questo iodio radioattivo tende ad accumularsi nella tiroide, aumentando il rischio di tumori.

Come funziona?

Assumere ioduro di potassio prima o subito dopo l’esposizione satura la tiroide con iodio stabile, impedendole di assorbire quello radioattivo. Questo riduce il rischio di danni e malattie alla ghiandola tiroidea.

Dosaggio e tempistiche

  • Deve essere assunto prima o entro poche ore dall’esposizione per essere efficace.
  • È una protezione solo per la tiroide, non protegge da altre forme di radiazione.
  • Non deve essere preso inutilmente o per lunghi periodi, perché può causare effetti collaterali come ipertiroidismo o reazioni allergiche.

Dove viene usato?

Paesi come la Finlandia, la Svezia e la Germania distribuiscono queste compresse ai cittadini vicini a centrali nucleari per un’eventuale emergenza. Anche l’OMS raccomanda di avere scorte nelle aree a rischio.

  1. Comunicazione e sicurezza in caso di emergenza

  • Fischietto di emergenza per segnalare la propria posizione.
  • Mappa della zona con i punti di raccolta d’emergenza.
  • Contatti di emergenza scritti su carta (se i dispositivi elettronici si scaricano).

Rifugi anti-atomici: dove si trovano e perché sono importanti

Uno degli aspetti fondamentali della preparazione riguarda la protezione dai rischi nucleari. Alcuni Paesi, come la Svizzera, hanno una rete capillare di rifugi anti-atomici. La legge elvetica prevede che ogni cittadino debba avere accesso a un rifugio nelle vicinanze della propria abitazione, con scorte di cibo, acqua e ventilazione filtrata per sopravvivere settimane o mesi in isolamento. In Italia, i rifugi anti-atomici sono molto meno diffusi e risalgono principalmente al periodo della Guerra Fredda. Tuttavia, alcune strutture pubbliche e private dispongono di bunker attrezzati in caso di emergenza.

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Simona Cortopassi

Classe 1980, è una giornalista iscritta all’Ordine regionale della Lombardia. Toscana d’origine, vive a Milano e collabora per testate nazionali, cartacee e web, scrivendo in particolare di salute e alimentazione. Ha un blog dedicato al mondo del sonno (www.thegoodnighter.com) che ha il fine di portare consapevolezza sull’insonnia.
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