Le farmacie si offrono come anello di congiunzione tra le donne vittime di violenza domestica e l’assistenza antiviolenza. A una donna con problemi a casa basterà pronunciare la frase «Vorrei una mascherina 1522» per far capire al farmacista il suo disagio e fare in modo che le vengano forniti aiuto e informazioni utili.
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La catena: dal farmacista al 1522 al centro antiviolenza
Come precisa l’associazione Donne in rete contro la violenza, chi utilizza questa frase in codice non sarà messa direttamente in contatto con il centro antiviolenza più vicino. Tutto ciò che potrà fare il farmacista, infatti, sarà indirizzare al numero di assistenza per le donne vittime di violenza e di stalking 1522. Saranno poi le operatrici del servizio a creare il collegamento con i centri antiviolenza della rete D.i.Re, tutti mappati nel servizio.
Il numero di assistenza
Il 1522 è un numero di servizio pubblico promosso dalla Presidenza del consiglio, Dipartimento per le pari opportunità, che offre anche la possibilità di chat per quelle donne che non possono parlare a voce alta in casa. In alternativa, si possono contattare direttamente i centri antiviolenza della rete Di.Re e di Differenza donna (che offre anche sostegno legale)
In quarantena aumentate le richieste di aiuto
«I centri della rete sono tutti rimasti attivi nel periodo di quarantena» spiegano dalla rete Di.Re. «Hanno registrato un incremento delle richieste di supporto nel periodo compreso tra il 2 marzo e il 5 aprile del 74,5% rispetto all’ultima rilevazione statistica disponibilile (2018). Continueranno ad offrire supporto qualificato a tutte le donne che ne facciano richiesta anche nella fase 2».
L’applicazione YouPol
Alleata delle donne in questo periodo anche l’applicazione della Polizia YouPol. Nata per segnalare episodi di spaccio e bullismo, ora è stata estesa anche ai reati di violenza domestica.