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Prevenzione per le persone senza fissa dimora a Roma

Il progetto H.O.P.E. vuole aiutare chi non ha niente a stare meglio. L'impegno della Comunità di Sant'Egidio

Secondo uno studio, a Roma soltanto la metà delle persone senza dimora ha un medico di medicina generale di riferimento e quindi la possibilità di accedere alle cure mediche.  Ora queste persone potranno accedere al progetto H.O.P.E., realizzato da Boehringer Ingelheim e Comunità di Sant’Egidio nell’HUB Salute e Prevenzione dell’antico ospedale San Gallicano di Roma per un controllo e per la diagnosi precoce delle principali malattie croniche, insieme a informazione e prevenzione dei fattori di rischio. H.O.P.E. è la sigla diHealth as an Opportunity to Promote Equity, in italiano Salute come un’opportunità per promuovere l’equità.

Prevenzione per le persone senza fissa dimora: l’impegno della Comunità di Sant’Egidio

«Molte situazioni con le quali noi veniamo in contatto sono veramente complesse, parliamo di “invisibili”, persone che non hanno alcuna possibilità di utilizzare gli strumenti che lo Stato offre» commenta Stefano Carmenati, Amministratore Delegato della Comunità di Sant’Egidio. «In questo scenario di mutua collaborazione, il valore del progetto H.O.P.E. sta proprio nell’accesso al Servizio Sanitario Nazionale e alle cure, alla prevenzione, ma soprattutto alla consapevolezza della propria salute che spesso, quando la priorità è la fame, passa in secondo ordine. E così non deve essere. La Comunità di Sant’Egidio crede che una società attenta agli “ultimi” sia una società dove è meglio vivere per tutti».

Non solo visite, ma anche consulenze sui diritti

Grazie a H.O.P.E. un team di medici, infermieri e mediatori culturali fornisce consulenze ma anche supporto amministrativo per l’ottenimento di documenti sanitari. «Il progetto si basa su una prima fase di formazione e di informazione sul diabete, sull’ipertensione e sulle malattie croniche non trasmissibili, condotte da personale sanitario (infermieri e medici) e con la presenza di un mediatore culturale debitamente formato sul tema. Una seconda fase del progetto prevede uno screening con la misurazione di alcuni parametri chiave, al fine di intercettare precocemente condizioni di rischio e avviare i pazienti a percorsi di cura appropriati» spiega Giusi Lecce, Responsabile medico-scientifico dell’HUB Salute e Prevenzione Comunità di Sant’Egidio.

Prevenzione per le persone senza fissa dimora: quali le malattie che preoccupano di più?

Tra le patologie croniche più seguite dal progetto spiccano il diabete e le sue complicanze, le malattie cardiovascolari, respiratorie e neurodegenerative, in crescita con l’aumento dell’età media della popolazione.
«Il SSN è sotto pressione per la gestione delle malattie croniche. Affrontare questa emergenza in modo sostenibile richiede strategie di prevenzione più efficaci, un maggior accesso alle cure innovative, il potenziamento della medicina territoriale e un miglior supporto ai pazienti e alle loro famiglie» aggiunge Lelio Morviducci, Consigliere Nazionale AMD – Associazione Medici Diabetologi e Direttore UOC di Diabetologia e Dietologia ASL Roma 1.

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